Intervista a Marco Moricci

Mi chiamo Marco Moricci e sono il titolare di Casa della Stilografica.
Sono in negozio dal 1997 e, in quasi trent’anni dietro il bancone, ho visto passare penne di ogni tipo: classiche, rare, stravaganti, iconiche.
Ogni modello racconta una storia, e il mio lavoro è sempre stato quello di ascoltarla e condividerla con chi entra in bottega.
Ho 49 anni e le mie passioni sono il cinema, i viaggi e — naturalmente — le penne stilografiche.
Amo gli oggetti che hanno un’anima, che portano con sé un gesto, un ricordo, un modo di essere.
Casa della Stilografica è il luogo dove queste passioni si incontrano: un piccolo mondo fatto di scrittura, persone e bellezza quotidiana.
Marco, raccontaci: qual è la tua stilografica preferita entro i 30 euro?
Le mie due penne preferite entro i 30 euro sono la Lamy Safari e la Kaweco Sport.
Le ho sempre considerate due icone: pratiche, affidabili, immediate.
Ma se devo scegliere, alla fine opto per l’iconica Lamy Safari.
È una penna che non tradisce mai: ergonomica, robusta, con un flusso costante e un design che riconosci a metri di distanza.
È stata una compagna fedele per anni, e continua a sorprendermi per quanto riesca a essere semplice e perfetta allo stesso tempo.
La Lamy Safari ha un grande vantaggio rispetto a molte penne della stessa fascia: è disponibile con ben otto pennini diversi.
Oltre ai classici EF, F, M e B, esistono anche il pennino A (pensato per chi inizia a scrivere), il LH per mancini e i tre pennini calligrafici 1.1, 1.5 e 1.9 mm.
Un altro punto di forza è la facilità con cui si possono sostituire i pennini: in caso di rottura o usura, basta sfilarli e inserirne uno nuovo.
Il costo è accessibile e permette di personalizzare la scrittura senza dover cambiare penna.

Marco, adesso passiamo alla fascia sotto i 50 euro: qual è la tua stilografica preferita e perché?
Sotto i 50 euro non ho dubbi: la TWSBI Eco è la numero uno. La scelgo per diversi motivi.
Prima di tutto ha un design moderno, valorizzato dal serbatoio trasparente che permette di vedere l’inchiostro e il meccanismo interno.
La quantità di colori disponibili.
Il caricamento a stantuffo offre una capacità eccellente, molto superiore a quella delle cartucce tradizionali.
I pennini TWSBI sono estremamente scorrevoli, affidabili e piacevoli da usare anche per lunghe sessioni di scrittura.
Il rapporto qualità/prezzo è imbattibile: difficile trovare una penna con queste caratteristiche nella stessa fascia.
E poi c’è un dettaglio che apprezzo molto: l’assistenza TWSBI. In caso di rottura di una parte, l’azienda spedisce direttamente al consumatore il pezzo di ricambio.
Un servizio raro, che dimostra attenzione e rispetto per chi usa le loro penne.

Marco, qual è la tua stilografica preferita sotto i 100 euro?
Qui la risposta si fa dura, perché in questa fascia ci sono diverse penne che apprezzo davvero.
La Sailor Procolor 500 “Shikisai” mi conquista per la qualità del pennino: tendenzialmente amo i tratti F, e i pennini Sailor in acciaio sono tra i migliori in assoluto per precisione e carattere.
Mi piace molto anche la TWSBI Diamond 580, con il suo design trasparente e il caricamento a stantuffo, e non posso non citare la Kaweco AL‑Sport, compatta, solida e sempre piacevole da usare.
Ma dovendo proprio scegliere una sola penna, alla fine opto per la Kaweco AL Sport. Ha una presenza in mano unica: solida, densa, “importante”.
È una penna che trasmette subito qualità, e allo stesso tempo mantiene la praticità e l’immediatezza tipiche della Sport.
È un oggetto che dura una vita e che migliora con l’uso, proprio come le penne che amo di più.

Marco, eccoci nella fascia 100–150 euro, un territorio dove le stilografiche iniziano davvero a mostrare carattere, materiali più ricercati che fanno la differenza.
Pertanto, qual è la tua stilografica preferita tra i 100 e i 150 euro?
Anche qui la risposta non è facile, perché in questa fascia ci sono diverse penne che apprezzo davvero. Mi piace la Kaweco Sport Stainless Steel, solida e compatta; la Kaweco 250, con il suo fascino classico; e la Kaweco Supra, che ha un carattere unico.
Come non citare poi la Faber‑Castell Ambition in legno, elegante e piacevole al tatto, o la Sailor 1911 Casual L, con un pennino che non delude mai.
E devo dire che anche la Faber‑Castell Ondoro Oak mi piace tantissimo: ha una forma originale e una presenza in mano davvero particolare.
Ma dovendo per forza sceglierne una, alla fine opto per la Kaweco Supra.
Mi affascina l’idea che si possa rimuovere una sezione del corpo per renderla più corta: è come avere due penne in una.
È solida, essenziale, con un design che non passa inosservato e un’anima da vera “strumento di scrittura”, non da semplice oggetto.

Marco, qual è la tua stilografica preferita tra i 150 e i 200 euro?
In questa fascia la scelta diventa davvero complessa, perché ci sono tantissime penne che apprezzo.
La Kaweco AL a stantuffo mi piace per la sua solidità e per il carattere deciso; le Esterbrook Estie hanno un’estetica elegante e un’ottima qualità costruttiva; le varie Pelikan M200 sono dei classici intramontabili, con un caricamento impeccabile e pennini sempre affidabili.
E poi ci sono le italiane: come non citare la Leonardo Momento Zero, l'Aurora Ipsilon e la Visconti Mirage.
Dovendone però scegliere una sola, alla fine opto per la Leonardo Momento Zero.
È una penna bella, equilibrata, costruita con cura e proposta a un prezzo ragionevole per ciò che offre.
Una stilografica che rappresenta al meglio la qualità italiana.
A 185,00 € ci si porta a casa una penna ben fatta, curata nei dettagli, con un design che richiama la tradizione italiana e pennini JOWO, sinonimo di scorrevolezza e affidabilità.
Sul colore… impossibile sceglierne uno: ce ne sono troppi che mi piacciono.

Marco, qual è la tua stilografica preferita tra i 200 e i 250 euro?
In questa fascia non ho neppure bisogno di pensarci: la mia preferita è la Pilot Capless, in particolare la versione Carbonesque.
Amo da morire questa penna. È moderna, distintiva, diversa da qualsiasi altra stilografica sul mercato.
Perché scegliere la Pilot Capless?
La serie Carbonesque è perfetta per chi cerca una stilografica che unisca stile e tecnologia.
La texture a effetto carbonio cattura la luce in modo raffinato, mentre il pennino in oro offre una scrittura morbida, costante e incredibilmente piacevole.
È una penna ideale per chi vuole prestazioni elevate, praticità assoluta e un design che non passa inosservato.
E poi c’è un dettaglio che la rende storica: la Capless è stata la prima stilografica senza cappuccio.
Un’innovazione che l’ha resa, di diritto, una pietra miliare nella storia delle penne.
E se devo parlare delle versioni che preferisco, allora lo ammetto: la Black Carbonesque e la gialla mi fanno impazzire.
La Black Carbonesque è elegante, tecnica, quasi “professionale” nel suo modo di catturare la luce.
La gialla, invece, è pura energia: una penna che non puoi non notare, che mette buon umore solo a guardarla.
Due anime diverse della stessa icona — ed è proprio questo che rende la Capless una penna unica.

Marco, qual è la tua stilografica preferita tra i 200 e i 250 euro?
In questa fascia la scelta è davvero difficile. Ci sono penne iconiche che meritano tutte una menzione: la Delta Dolcevita, con il suo arancione inconfondibile; la Leonardo Momento Zero Grande, elegante e imponente; la Delta Firenze, un’esclusiva di Casa della Stilografica che porto nel cuore; e la Leonardo Poliedrica, con il suo design sfaccettato e moderno.
Dopo aver fatto una lista quasi interamente italiana, però, devo essere sincero: complice anche il fatto che la proponiamo con uno sconto del 10%, tra tutte quella che amo di più è la Pilot Justus 95.
È una penna affascinante, classica ma diversa da qualsiasi altra: il suo sistema che permette di regolare la flessibilità del pennino è una piccola magia meccanica.
È precisa, morbida, versatile. Una stilografica che ti segue in ogni stile di scrittura, dal tratto più rigido a quello più elastico.
Insomma, una penna bella, intelligente e tecnicamente sorprendente.

Marco, qual è la tua stilografica preferita tra i 250 e i 300 euro?
In questa fascia la scelta è clamorosamente difficile.
Qui le stilografiche iniziano ad avere quasi tutte il pennino in oro, e la qualità generale sale in modo evidente.
È folle doverne scegliere soltanto una.
Ci sono modelli che adoro per motivi diversi:
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la Pilot 823, un classico moderno con un caricamento spettacolare
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la Pilot Falcon, con il suo pennino flessibile e caratteristico
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le Sailor Pro Gear Large, precise e raffinate
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le Montegrappa, sempre ricche di personalità
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le Visconti Van Gogh, splendide nelle loro resine artistiche
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le Leonardo Momento Zero Grande con le resine americane
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le Montegrappa Venetia Tarvisium, eleganti e originali
Insomma, sono davvero in difficoltà.
Alla fine ho deciso di optare per il pennino, tralasciando per un attimo la parte estetica.
E per questo scelgo la Sailor 1911 Large Ringless.
L’ho scelta per il suo fantastico pennino in oro 21 carati: preciso, morbido, musicale, con quella sensazione di controllo assoluto che solo Sailor sa dare.
È una penna che non tradisce mai, una compagna di scrittura che ti segue in ogni tratto con eleganza e carattere.

Marco, qual è la tua stilografica preferita tra i 300 e i 350 euro?
Vedo che qui la scelta ti mette davvero alla prova. E ti capisco: in questa fascia le stilografiche iniziano ad avere un carattere importante, pennini in oro di altissimo livello e design che parlano da soli.
È una fascia dove convivono modelli iconici e scelte molto personali.
Eppure, nonostante la difficoltà, so che alla fine una risposta la trovi sempre.
Anche qui la scelta è difficilissima: in questa fascia ci sono stilografiche di grande pregio, modelli che iniziano a offrire pennini in oro con caratteristiche davvero particolari.
E allora mi faccio una domanda: mi piacciono i pennini flessibili? La risposta è sì, senza esitazioni.
Ed è proprio per questo che opto per la Pilot 743 con pennino FA.
È una penna classica nell’aspetto, elegante e sobria, ma la sua vera magia sta nel pennino FA, che ricorda — almeno in parte — i pennini flessibili delle stilografiche degli anni ’30.
Non è un pennino “facile”: richiede mano leggera, sensibilità, un po’ di pratica.
Ma quando ci prendi confidenza, regala soddisfazioni enormi: variazione di tratto, espressività, carattere.
La sconsiglio a chi tende a premere troppo, ma per chi ama la scrittura viva, dinamica, con un tocco vintage… è semplicemente fantastica.

Marco, qual è la tua stilografica preferita sotto i 500 euro?
Sotto i 500 euro c’è un mondo intero: ho già scelto Leonardo, Sailor e Pilot, e potrei continuare all’infinito.
Ma stavolta voglio tornare a una stilografica ultra classica, un modello che rappresenta l’eleganza italiana senza tempo.
La mia scelta è la Aurora Talentum.
È una penna che non ha bisogno di presentazioni: solida, equilibrata, con un design pulito e professionale. La cosa che apprezzo di più è che mantiene tutta la tradizione Aurora, dai materiali alla costruzione, fino al pennino — rigorosamente prodotto in casa, come da tradizione torinese.
La Talentum è una penna che non cerca di stupire con effetti speciali: conquista con la qualità, la scrittura impeccabile e quella sensazione di affidabilità totale che solo Aurora sa dare.
Sotto i 500 euro, per me, è una scelta che rappresenta perfettamente l’idea di “penna importante”.

Marco, qual è la tua stilografica preferita sotto i 1000 euro?
Qui le cose si complicano davvero. Sotto i 1000 euro c’è un universo di penne straordinarie: le Leonardo e le Aurora in edizione limitata, le Pilot maki‑e, pezzi che sono vere opere d’arte. È una fascia dove la scelta diventa quasi filosofica.
E allora ho deciso di fare una cosa diversa: scegliere un brand di nicchia, una penna che mi piace sia esteticamente che tecnicamente, con un caricamento serio e un pennino che sa emozionare.
La mia scelta è la SCRIBO La Dotta.
È una penna veramente ben costruita, con un caricamento a pistone solido e affidabile, e soprattutto con i suoi pennini flessibili in oro 14k o 18k, eredi diretti della tradizione Omas.
Sono pennini che non si limitano a scrivere: interpretano la mano, seguono il ritmo, danno vita al tratto.
E poi La Dotta ha un’estetica elegante, colta, raffinata — proprio come Bologna, la città che la ispira.
Sotto i 1000 euro, per me, è una scelta che unisce artigianalità, storia e piacere di scrittura.

Marco, qual è la tua stilografica preferita oltre i mille euro, senza limiti di prezzo?
A questo punto le cose si complicano davvero. Oltre i mille euro si entra nel regno delle opere d’arte, delle edizioni limitate, delle tecniche antiche, delle penne che non sono più solo strumenti ma simboli.
Ci sono le Leonardo e le Aurora in edizione limitata, capolavori di artigianato italiano. Ci sono le Pilot maki‑e, vere miniature artistiche. La scelta potrebbe diventare infinita.
E invece no. Perché qui so esattamente cosa rispondere.
La mia stilografica preferita, quella che reputo la penna perfetta, è la Namiki Yukari 20 Urushi in lacca nera.
È una penna che incarna la perfezione giapponese: equilibrio, proporzioni, eleganza assoluta. La laccatura urushi è profonda, viva, tridimensionale.
Il pennino Namiki è un capolavoro di precisione e morbidezza. È una penna che non ostenta: si impone con la sua calma, con la sua presenza silenziosa.
L’unico peccato? La richiesta è altissima e spesso non riusciamo ad averla disponibile in negozio.
Ma forse è anche questo a renderla ancora più desiderabile.

Marco, qual è la penna che non hai ma vorresti avere in collezione?
Nonostante la mia collezione sia ormai di un certo livello — con Montblanc importanti, Namiki da 99 o 100 esemplari, Leonardo introvabili — c’è una penna che ancora oggi mi fa battere il cuore.
Tralasciando le penne vintage, la penna stilografica che avrei voluto in collezione è la Namiki Shark, un’edizione limitata di 80 pezzi, prodotta nel 2004.
All’epoca ero troppo giovane, e invece di metterla da parte per me… la vendetti. È uno di quei rimpianti che ogni collezionista si porta dietro: la penna giusta nel momento sbagliato.
La Namiki Shark è ancora reperibile, sì, ma a prezzi folli. E forse è anche questo a renderla ancora più mitica.
È una penna che unisce il potere e la forza dello squalo alla maestria giapponese del maki‑e.
Un oggetto che non è solo una stilografica, ma un simbolo: energia, movimento, tradizione, arte.
Se potessi aggiungere un solo pezzo alla mia collezione, senza "limiti"… sarebbe lei.

Marco, ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato. Abbiamo capito quanta passione hai per questi strumenti.
Grazie a voi. Per me parlare di stilografiche non è mai solo parlare di penne: è raccontare storie, emozioni, ricordi, mani che scrivono, persone che si esprimono.
Sono strumenti che accompagnano momenti importanti, che diventano parte della nostra quotidianità e, a volte, della nostra vita.
La mia passione nasce da lontano e continua a crescere ogni giorno, grazie alle persone che entrano in negozio, che chiedono consigli, che condividono la loro curiosità o il loro entusiasmo.
È questo che rende speciale il mio lavoro: non le penne in sé, ma le persone che le scelgono.
Se questa intervista ha trasmesso anche solo una parte di ciò che provo per questo mondo… allora ne è valsa la penna!!!