Penne Parker

Penne Parker Parker
3,5 stelle, basato su 2 recensioni

Storia della Parker

La Parker nacque a Janesville in Wisconsin nel 1889 ad opera di George Safford Parker, che in precedenza aveva operato come rivenditore della John Holland Pen Company. George Parker, che lavorava come insegnante di telegrafia, arrotondava con il commercio delle penne. Trovandosi a riparare le penne che vendeva, iniziò a migliorarne il funzionamento, e visto che le sue penne modificate funzionavano meglio delle originali ed avevano successo, decise di fondare una sua azienda.
Ottenne il primo brevetto (nº 293545) nel 1889, ed un successivo brevetto (nº 512319) nel 1894 per il suo particolare alimentatore detto "Lucky Curve" la cui parte posteriore proseguiva all'interno della penna, con una particolare forma curva che si affermava esser capace di richiamare indietro l'eccesso di inchiostro quando la penna non era in uso. Nel 1891 George Parker si mise in società come W. F. Palmer, un assicuratore e The Parker Pen Company venne stabilita come società di capitali con sede a Janesville.
In realtà il "Lucky Curve" era semplicemente un buon alimentatore, che rimase in produzione fino al 1928, e venne usato come marchio di fabbrica per numerose penne; ma ci sono forti dubbi che la forma curva abbia davvero un qualche effetto particolare nell'evitare gli accumuli di inchiostro, tanto che numerosi riparatori la tagliavano, in quanto rendeva difficoltoso il reinserimento del pennino e dell'alimentatore nella sezione.
Nei primi anni di vita la Parker iniziò a produrre penne in ebanite di buona qualità. In questo periodo sono famose le sue penne rivestite in argento, ed in particolare la Snake, con il rivestimento a forma di serpente, ricercatissima fra i collezionisti, e la Black Giant caratterizzata da grandi dimensioni. Altra caratteristica della Parker è stato la creazione del caricamento a pulsante di fondo, introdotto nel 1916 in concomitanza alla creazione del caricamento a levetta, che nonostante venisse usato da tutti i concorrenti dell'epoca, non è mai stato utilizzato nei modelli di punta dell'azienda.

La Parker continuò a produrre penne in ebanite con buoni risultati, puntando sulla funzionalità delle sue penne e sui vantaggi del pulsante di fondo, ma il vero salto di qualità avvenne nel 1921, con il lancio sul mercato della Duofold, che riscosse un enorme successo, facendo arrivare l'azienda ai vertici delle vendite. La creazione di una penna di grandi dimensioni, realizzata in ebanite di un colore rosso vivo, fu una rivoluzione nel mondo fino allora dominato dal colore nero, ed anticipò di vari anni l'introduzione dei colori della celluloide.
Il successo della Duofold, nonostante il suo prezzo (10 dollari) fosse elevato per l'epoca, proseguì per oltre un decennio, in cui i modelli vennero rivisti più volte, adeguandoli alla introduzione di nuovi materiali come la celluloide o alla moda delle forme affusolate con i modelli Streamlined. Nel 1923 venne aperto un impianto in Canada, e venne introdotto il modello da donna Lady Duofold. Nel 1926 anche la Parker iniziò a passare la produzione dall'ebanite alla celluloide.

 Nel 1926 venne anche introdotto un modello economico, la Parker DQ, da Duofold Quality. Nel 1927 l'azienda introdusse i modelli Pastel in colori pastello come alternativa al modello Duofold da signora venduto ad un prezzo minore, ma con l'arrivo della grande depressione l'azienda si trovò ad affrontare un periodo critico.
Nel 1929 i profitti che fino allora erano stati enormi subirono un ripido crollo, molti produttori fallirono ed altri si ritrovarono a svendere le proprie penne. La Parker che aveva impiegato anni a stabilire il suo marchio decise di non svalutare le sue penne e mantenne i prezzi elevati per la Duofold, per rispondere alla concorrenza però nel 1932 introdusse sul mercato anche una serie di modelli economici, di tipo scolastico, per i quali non fece nessuna pubblicità. Questi modelli non ebbero assegnato un nome e vengono usualmente indicati dai collezionisti come Thrift Time, o depression pen.

 L'azienda comunque, avendo saggiamente accumulato riserve nel periodo di boom, non smise mai di investire in ricerca, sperimentando nuovi materiali e nuovi sistemi di caricamento, fino ad arrivare alla realizzazione, nel 1933, della splendida Vacumatic, con la clip a freccia disegnata dal Joseph Platt, che da allora è diventata il simbolo dell'azienda, e dotata di un serbatoio trasparente grazie al particolarissimo omomimo meccanismo di caricamento, che riportò l'azienda ai vertici del mercato.

Nel 1939 (o nel 1940), seguendo una tendenza inaugurata dalla Sheaffer con il suo White dot e seguita poi da altre marche, anche la Parker adottò un simbolo per indicare la garanzia a vita, ponendo in testa alla clip delle proprie penne il Blue diamond, un piccolo rombo smaltato in blu. A differenza di quanto accaduto per le altre marche il simbolo fu introdotto in ritardo ed ebbe vita relativamente breve, andando a sparire dopo alcuni anni.
Nonostante i grandi successi ottenuti e la buona qualità tecnica delle sue penne, la Parker continuò ad investire molto in ricerca ed innovazione, e nel 1941 introdusse un modello rivoluzionario, la 51, prima stilografica realizzata in resina plastica (chiamata Lucite), con il caratteristico pennino coperto, necessario per l'uso di un nuovo inchiostro ad essiccamento rapido (il Superchrome Ink) che tendeva a degradare la celluloide. La penna, benché a posteriori non possa essere considerata particolarmente bella, e nonostante fosse costruita in ordinario materiale plastico, ebbe un successo straordinario, e costituisce il modello di stilografica più venduto di tutti i tempi.
La 51 conobbe negli anni successivi una serie di modifiche, come il passaggio nel 1948 al sistema di caricamento denominato aerometric, alla realizzazione di diverse versioni, comprese alcune di lusso in metalli preziosi, o con particolari lavorazioni del cappuccio metallico. Alcune di queste sono estremamente rare e molto ricercate dai collezionisti.
Negli anni seguenti la Parker proseguì con l'introduzione di nuovi modelli e nuove tecnologie, con il particolarissimo caricamento a capillarità della 61, o la realizzazione della T1 in titanio, rimanendo nel mercato della penna stilografica con modelli di lusso ed economici, ed al contempo ottenendo grandi successi anche nella produzione delle nuove penne a sfera.

La Parker è rimasta sempre attiva sul mercato delle penne, anche se a partire dal 1976 l'azienda otteneva più profitti dell'agenzia di lavoro temporaneo Manpower che dalla vendita di penne. Nel 1993 l'azienda venne acquisita dalla Gillette Company, che già possedeva la PaperMate. Nel 2000 la Gillette cedette la divisione strumenti di scrittura alla Newell Rubbermaid, che già possedeva la Waterman.

Cronologia modelli storici:
1921 introdotto il modello Parker Duofold
1941 introdotto il modello Parker 51
1956 introdotto il modello 61
1963 introdotto il modello 75


MODELLI PIU' CONOSCIUTI:
Parker Duofold
Parker Jotter
Parker Sonnet

Quando viene indicato il prezzo, le penne sono realmente disponibili in negozio.
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