Delta
L'Europa del Settecento, al livello delle sue classi dominanti, forma una sola nazione la cui omogeneità non ha riscontro in alcuno dei secoli precedenti. 
Da Parigi a Pietroburgo e da Berlino a Napoli segni evidenti si ritrovano nel costume come nell'uso universale della lingua francese, nel cosmopolitismo delle aristocrazie e degli intellettuali come nella filosofia dell'Illuminismo, nelle regge dei regnanti come nel gusto artistico o nelle logge massoniche. Le regge, simbolo degli splendori e del mecenatismo delle monarchie, sopravvissute a rivoluzioni, bombardamenti e incuria, rappresentano l'elemento più tangibile della grandiosità delle dinastie che le hanno volute e vissute.

In seguito alla morte dell'Imperatore Carlo VI, era scoppiata una nuova guerra e la capitale si era trovata a sottostare alle pressioni della flotta inglese per ottenere la neutralità del Regno delle Due Sicilie; nell'animo del re si fece più forte l'esigenza di costruire una nuova capitale lontana dal mare, ma non troppo distante da Napoli. Il luogo che meglio si prestava a tale scopo era un vasto terreno pianeggiante ai piedi dei Monti Tifatini, di proprietà dei conti di Caserta, irriducibili avversari dei Borbone, che il Re acquistò inizialmente come riserva di caccia.
Nel 1750 Carlo di Borbone, re delle Due Sicilie, acquista dagli eredi della famiglia Acquaviva il territorio pianeggiante, ai piedi dei Monti Tifatini, dove si trovavano un piccolo villaggio ed una torre piramidale. Il costo fu di 489.343 ducati, ma la spesa venne ritenuta necessaria per la realizzazione di un progetto che da tempo il sovrano accarezzava, cioè la riorganizzazione militare ed amministrativa del regno.
Una iniziativa che non voleva limitarsi ad edificare una reggia che competesse con quella di Versailles, ma che puntava a dare al regno una nuova capitale, lontana dal mare e dalle minacce che da questo potevano venire.

Scelti i luoghi, bisognava trovare l'architetto capace di ideare l'edificio che, oltre ad ospitare la famiglia reale, potesse contenere un'Università, i dicasteri, una biblioteca pubblica, la magistratura, un gran teatro, un seminario ed una chiesa cattedrale; certamente, nell'ideare la "sua" reggia, il pensiero del re correva alla meravigliosa Versailles dove aveva trascorso momenti indimenticabili, ospite della corte francese. Per questo progetto così costoso e ambizioso, fu necessario assumere un architetto all'altezza del compito. Carlo conferì l'incarico a Vanvitelli, architetto in San Pietro, dopo aver chiesto al papa Benedetto XIV il suo benestare.

Il progetto presentato da Vanvitelli in sedici tavole incise su rame non comprende solo la Reggia e le sue dipendenze, ma traccia la pianta e la fisionomia della nuova città che doveva sorgerle accanto, segna le strade di collegamento con i paesi vicini e, soprattutto, traccia la spina dorsale del progetto, il Gran Viale tra Napoli e la grande Cascata che sgorga dalla collina di Briano, a voler collegare idealmente la nuova capitale con la metropoli lontana passando per il Palazzo Reale, punto di riferimento e unità di misura di una composizione senza confini, su cui esso domina con la sua mole squadrata e la sua imponenza volumetrica; il Palazzo è collegato idealmente a Napoli dal nastro bianco che si stacca dalla Cascata e sembra segnare il percorso d'acqua per raggiungere la capitale. Il Viale doveva essere costeggiato da ruscelli, derivazioni dell'acquedotto carolino, ma non fu mai realizzato.


LA DELTA  CITTA’ REALE, con particolari in argento massiccio 925‰, è stata prodotta in 750 stilografiche (1KS) con sistema di riempimento a leva laterale, 750 rollers, facilmente convertibili in sfera, e 750 matite meccaniche con punta 0.9. Inoltre sono disponibili 75 meravigliose versioni Celebration con particolari in oro massiccio 18Kt.

Tutte le versioni della collezione sono caratterizzate da preziosi interventi artigianali e recano all’estremità del cappuccio la riproduzione dell’effigie di Carlo III di Borbone e della consorte Amalia.
 
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